Giorni Minuti

Trentasette racconti fulminei, trentasette finestre dischiuse sulla vita di altrettanti sconosciuti. Ci sono giorni più corti dei minuti, radiosi e intensi come stelle. Filano via troppo svelti e li si guarda tramontare invocando qualcuno che li fissi, che stacchi dal quadrante le lancette: il tè di un bambino in cucina, un matrimonio senza invitati, il ritorno del soldato al suo paese, una pescata nel freddo di un canale, il primo bacio in quarta ginnasio. Ci sono minuti lunghi come giorni, con un vago retrogusto di non senso. Li si vorrebbe accelerare, ma rimangono fermi, interminabili quanto la coda delle auto a ferragosto. Si prega di poter essere altrove, in un altro posto, in un altro corpo, in un altro tempo, ma la noia è sempre lì. E non passa mai.

Sinossi

Le storie sono ambientate per lo più in Veneto, come emerge dal tipico dialetto usato nei dialoghi dai personaggi, in omaggio alla terra d’origine dell’autore. Carraro si cala nelle situazioni reali – talora tediose, altre volte radiose – della vita quotidiana di anonimi protagonisti in cui possiamo riconoscerci. L’opera è divisa in due sezioni: la prima contraddistinta da una vena nostalgica e sognante; la seconda giocata tutta sul piano dell’ironia di fronte all’apparente insensatezza del vivere.

Recensioni

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Quel giorno splende al centro, in mezzo agli altri, come un gioiello tra ori differenti il più piccolo, che luceva prima, e il più grande del mondo.

Emily Dickinson