La Tela Di Maya

Due bambini di otto anni, Mattia di Milano e Jonathan di Roma, sono convocati per la somministrazione di un nuovo vaccino in fase sperimentale. Sembra un banale richiamo. Invece, per le famiglie di entrambi, è l’inizio di un incubo alimentato dal sospetto che nei loro corpi sia stato iniettato ben più di un siero antivirale.

Sinossi

Quando i figli vengono rapiti, la mamma di Mattia e il papà di Jonathan, aiutati da un avvocato e da un ispettore di polizia, iniziano la disperata ricerca che li condurrà a svelare una terribile cospirazione. Mentre si sgretola ogni certezza, i due genitori dovranno accettare di battersi per la salvezza non solo dei propri figli, ma del mondo intero. Da Dresda a Londra, da Rotterdam a Parigi, in una frenetica corsa contro il tempo e in un crescendo di tensione e colpi di scena, i protagonisti saranno chiamati alla sfida finale: stanare e distruggere Maya, la vedova nera autrice della tela di illusioni che cela la verità ai mortali.

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Prologo

La strega braccava il bambino e rideva.
Incombeva, leggiadra e terribile, nei passi la grazia del cervo, nel ghigno la ferocia del lupo. Fluttuando come una dama al gran ballo colmava il bosco di sibili e strida. Al suo cospetto i ruscelli inaridivano e le felci stillavano brina rossastra, lame intinte nel sangue. Al tocco dei suoi calzari, le bacche e i cespugli avvizzivano e il suolo, sfiorato dal cupo mantello, si velava di cenere.
Il bimbo fu trafitto da una voce. “Buonasera, fiorellino” gracchiò un cratere di quercia.
Due mani, con dita di ferro, gli artigliarono il polso.
La strega prese il fanciullo tra le braccia, lo sollevò verso il cielo e pronunciò le invocazioni del rito, poi lo adagiò a terra e si inginocchiò su di lui, tappandogli la bocca. Con il palmo teso, a punteruolo, ne squarciò la fronte, estrasse dalla cappa un minuto amuleto di diaspro fatto a pentacolo e glielò incistò fra le tempie. Cucì la ferita, la cosparse di unguento, recitò una preghiera inversa e, infine, cantilenò la maledizione: “Dormi, dormi, bel bambino che ormai il buio è qui vicino. Domani sereno ti sveglierai e il mio schiavo, per sempre, sarai”.